Il Villino Raby si erge come un simbolo incantevole dell'architettura Liberty nel cuore di Torino, testimoniando un'epoca di profonda trasformazione e fervore artistico. Progettato nel 1901 dai maestri Pietro Fenoglio e Gottardo Gussoni, questo edificio incarna l'eleganza e l'innovazione dello stile, caratterizzato da un eclettismo che fonde influenze belghe e francesi. La sua storia e la sua struttura riflettono l'aspirazione di una borghesia emergente desiderosa di dimore che esprimessero prestigio e modernità, rendendolo oggi un punto di riferimento culturale e storico.
All'inizio del XX secolo, Torino era una città in fermento, proiettata verso il futuro e in piena evoluzione da capitale sabauda a vivace centro europeo. L'Esposizione Internazionale del 1902 fu un catalizzatore per questo cambiamento, stimolando una nuova ondata di sviluppo industriale e architettonico. In questo contesto dinamico, il commendator Michele Raby, un influente imprenditore, commissionò il progetto della sua residenza, desiderando una dimora che rispecchiasse il suo status e la sua visione progressista. La scelta cadde su Pietro Fenoglio, considerato il pioniere del Liberty torinese per aver introdotto in città le forme sinuose di Victor Horta e le linee di Hector Guimard, e Gottardo Gussoni, un architetto la cui praticità garantì la solidità strutturale del progetto. Insieme, crearono un edificio a due piani dalla pianta complessa, arricchito da una torre laterale e da un bovindo angolare che si protende per catturare la luce, completato da una veranda e un terrazzo che conducevano a un giardino privato.
L'eclettismo del Villino Raby è evidente nelle sue facciate, dove si mescolano richiami naturalistici dello stile belga e la raffinatezza francese. Le modanature signorili e i ferri battuti sinuosi dei balconi contribuiscono a creare un'armonia visiva unica. All'interno, lo scalone monumentale in marmo accoglie i visitatori con una ringhiera floreale creata dal celebre maestro del ferro Alessandro Mazzucotelli, illuminata da un lampione che ne riprende i motivi decorativi. Le vetrate policrome di Francesco Ciravegna diffondono sfumature di verde, giallo e azzurro, creando giochi di luce sui pavimenti in legno e marmo che variano con l'ora del giorno. Sebbene il giardino interno originale sia quasi interamente scomparso, sopravvive un cancello riccamente adornato, mentre un edificio adiacente, un tempo adibito a scuderie, conserva ancora affreschi a tema equestre.
Dopo essere stato acquisito dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri nel 2004, il Villino Raby ha subito un meticoloso restauro tra il 2011 e il 2013. Questo intervento ha permesso di recuperare e valorizzare elementi originali come i soffitti a cassettoni decorati e i serramenti, dotati di maniglie e chiusure personalizzate. Sebbene l'interno dell'edificio sia raramente accessibile al pubblico, l'ammirazione esterna offre un'opportunità unica per esplorare il quartiere Liberty di Torino. Nelle immediate vicinanze si trovano altre gemme architettoniche come la Casa Fenoglio-Lafleur e Villa Scott, famosa per essere apparsa nel film 'Profondo Rosso'. Poco più avanti, la Casa della Vittoria con i suoi imponenti draghi alati completa un itinerario che celebra l'opulenza e l'innovazione dello stile Liberty torinese.